Il social impact, tra nuove metriche e modalità innovative

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Che cos’è l’impact investing e quali sono i principali attori in gioco in questo campo? La riforma del Terzo Settore e la nuova impresa sociale portano all’apertura di nuovi scenari in questo ambito di attività? Ne abbiamo parlato con Roberto Randazzo, avvocato di R&P Legal e docente di Social Innovation presso il Politecnico di Milano.

“Per impact finance – chiarisce Randazzo – si intendono quegli investimenti di carattere finanziario che dal punto di vista economico generano un reddito a favore degli investitori, in forma di interesse se usiamo uno strumento di carattere obbligazionario o un prestito, in termini di valore generato dalla partecipazione azionaria se si fanno investimenti nel capitale sociale. La peculiarità di questo tipo di investimenti è che oltre al reddito economico vi è anche un ritorno di carattere ambientale e sociale. Il loro esito è chiamato tecnicamente ‘blended value‘ ovvero ‘valore misto’. Si parla anche di ‘triple bottom line‘ ovvero: risultato economico, risultato ambientale e risultato sociale”.

Se queste sono state le “origini”, quando il modello ha iniziato a diffondersi sono iniziate anche le prime distinzioni: si è capito cioè che sola la definizione di impact non era sufficiente a identificare la vera attività sociale dell’investimento a impatto e si è cominciata così a costruire la specificità, la “famiglia” del social impact.
“Per social impact – precisa Randazzo – si intende un’attività di investimento economico, con un rischio, che genera un ritorno finanziario, e che è svolta intenzionalmente per determinare un ritorno di carattere sociale“.
Questo si lega a doppio filo con il tema della misurazione dell’impatto: “Oggi il punto che si sta dibattendo riguarda la generazione di metriche e indicatori che permettano di misurare l’impatto sociale – spiega l’esperto -. Si sta infatti lavorando sulla creazione di nuove metriche che riguardano l’impact finance, metriche che si fanno più dettagliate, penso ad esempio quelle definite dal Global Impact Investing Network (GIIN) che si occupa espressamente di questa materia. Ancora non siamo arrivati a un linguaggio globale unitario ma si stanno declinando in maniera più focalizzata e attenta al principio finanziario alcuni metodi già esistenti”.

Oggi, cominciano a esserci anche in Italia operatori che si muovono sul mercato finanziario con l’intenzione di investire il proprio denaro non in un business tradizionale ma in un business sociale. E questo accade con modalità innovative, non solo nell’ambito degli strumenti finanziari, come nel caso dei social impact bond, ma anche nell’ambito dei più tradizionali strumenti di prestito bancario e degli strumenti di garanzia per garantire il finanziamento di attività di imprenditorialità sociale.

Con la riforma del Terzo Settore e con la nuova impresa sociale dobbiamo attenderci delle novità nell’ambito del social impact? “Questo uso innovativo del denaro in ambito sociale che genera un ritorno economico è interessante in parte per il mondo dell’impresa sociale – conclude Randazzo -. La riforma non genera novità eclatanti per lo sviluppo dell’impact finance, salvo adattamenti marginali. La vera innovazione nel settore dell’impact finance sarà trascinata, a mio parere, da un approccio pratico basato su casi concreti di sperimentazione e, soprattutto, da investimenti non tanto nelle imprese sociali come definite per legge, quanto piuttosto in società for profit in grado di sviluppare forme innovative di sviluppo di attività di carattere sociale”.

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